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Ginocchio

(Il grande libro del corpo umano -Ed. Rizzoli- pag . 36)

Il ginocchio è esposto a vari tipi di traumi che possono danneggiare la cartilagine o i legamenti.

Dopo un trauma, il gonfiore che si manifesta subito è dovuto spesso alla lacerazione della capsula articolare o di uno dei legamenti crociati, così definiti perché passano sul ginocchio l'uno sull'altro a forma di croce. Si può ipotizzare un'emorragia nella cavità articolare. Di solito, il sangue viene aspirato con una siringa. In caso di lacerazione del menisco, l'articolazione diventa instabile; se un frammento di cartilagine rimane incastrato fra le superfici articolari, il ginocchio può bloccarsi temporaneamente.

La distorsione di uno dei legamenti del ginocchio è frequente e interessa il legamento mediale più di quello laterale. Le distorsioni di lieve entità causano dolore e gonfiore. In caso di lacerazione del legamento mediale o dei legamenti crociati, l'articolazione diventa instabile.

Una cartilagine lesionata al ginocchio può dare inizio all'artrite, episodio che terrorizza gli sportivi e si manifesta con dolore, gonfiore e rigidità.

L'articolazione del ginocchio gioca un importante ruolo nella locomozione. Essendo dotata di potenti muscoli agisce con l'articolazione dell'anca come propulsore in avanti del corpo.

Problematiche

Dolori alle ginocchia - il ginocchio

Il nostro corpo ha centoquarantrè (143) articolazioni che funzionano da leve, cerniere, ammortizzatori e ci permettono di stare in piedi, saltare, ballare, sedere, afferrare, stringere, mangiare ed eseguire migliaia di movimenti nell'arco della giornata.

Un'articolazione è un'unità complessa che, sia grossa come il ginocchio o piccola come il dito, permette il movimento, tiene vicine le ossa, le coordina in modo da farle scorrere le une sulle altre senza creare attrito.

Il ginocchio deve sostenere il perso del corpo, deve scorrere, piegarsi, estendersi, roteare, garantire stabilità e mobilità, rispondere alle sollecitazioni sottoposte dai movimenti quando camminiamo, corriamo, ci alziamo, ci inginocchiamo.

È una fra le articolazioni più ingegnose, complesse e vulnerabili del nostro scheletro. La sua stabilità è garantita dai legamenti e il suo sostegno da 13 muscoli che, in ogni movimento devono contrarsi e rilassarsi, assicurando la stazione eretta.

I due menischi: cuscinetti di cartilagine che si trovano fra femore e tibia lubrificano l'articolazione poiché gode di una scarsa irrorazione sanguigna. Ha una modesta capacità di recupero quando viene danneggiata. Infatti la stasi venosa è uno dei fattori che contribuiscono maggiormente alla modificazione degenerativa dell'articolazione del ginocchio.

Articolazione del ginocchio (Sempre in forma-Dorling Kindersley- Selrezione dal Reader's Digest pag. 110)

Artrosi del ginocchio

Lesioni ripetute dell'articolazione del ginocchio possono dare origine all'artrite, episodi che terrorizzano gli sportivi. Si manifesta con dolore, gonfiore, rigidità, caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine che ricopre le articolazioni e formazione speroni ossei denominati "osteofiti".

Suggerimenti

Per alleviare il dolore al ginocchio come prima cosa si dovrebbe attenuare la tensione muscolare per favorire una miglior irrorazione sanguigna dei muscoli e dell'articolazione.

1. Fare piccoli movimenti di flessione ed estensione laterale del ginocchio tenendo presente che il peso grava principalmente sul margine esterno del piede che scivola sul pavimento per avvicinarsi a voi.

2. Imparare ad eseguire l'orologio pelvico che migliora la flessibilità delle anche, della schiena e mobilizza le potenti fasce muscolari del bacino. Come descritto nel libro "Conoscersi attraverso il movimento" di Moshe Feldenkrais Celluc libri.

3. Da seduti mettete sotto il piede un rullo rigido per ruotare delicatamente la pianta del piede ed esplorare ogni sua parte. Se sentite tensione alla gamba o al bacino sospendete. Poi riprovate e mettete il rullo sotto la parte centrale del piede e pensate di lasciare tutta la forza eccedente come se il rullo si facesse carico della vostra forza eccedente, poi iniziate a rullare avanti di un centimetro poi indietro e aumentate gradualmente l'ampiezza del movimento finché non sentite il piede diventare più leggero. Come se il vostro piede lievitasse sul rullo. Se ciò non avviene, dovete fermarvi e chiedervi se la forza che avete utilizzato fino a quel momento, era richiesta per compiere quel piccolo movimento.

Tina Broccoli

 

 

 

 

 

 

 

 


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